El viernes presente un Dvd hecho por mi sobre la historia de la opera en el Teatro Sociale de Rovigo.
Este teatro de provincia era el trampolin para los jovenes cantantes de talento. Aqui debutaban las operas, se hacian las tablas del escenario y se les iba conociendo.
Da Rovigo alla Fenice, alla Scala.... se decia un tiempo. Si, porque de aqui salieron grandes cantantes que hoy son historia de la opera, de jovenes aun desconocidos. Tuvieron la oportunidad de cantar aqui, de tener un contacto con el publico directo, verdaderos amantes de la lirica. Aqui empezaron a entender el canto, la poesia, el duro trabajo del cantante, y de aqui llegaron a conquistar el mundo. hablo de cantantes como la Callas, la Tebaldi, Pavarotti, Freni, Cappuccilli, Corelli, Del Monaco, Gigli, Tamagno, Toti del Monte.......
Si, todos ellos desconocidos, tuvieron la oportunidad de debutar por su voz y entusiasmo.
Esto es lo que hoy no existe en los teatros de provincia ya. Se comportan como los
grandes teatros....agentes, amistades, politica.......... y se olvidan de que los jovenes necesitan unos años debutando los roles en pequeños teatros para aprender y empezar. No quemandose en los grandes teatros. La importancia de los teatros de provincia era indispensable.
Yo hace dos años hice mi primera direccion de escena alli, y me decian...
Rovigo porta fortuna ai giovani artisti. Creo que todavia existia la "politica" del joven artista. Hoy no. Acabaron con Operagiovani etc.... Ahora es opera de tournees con artistas de todo tipo.
Despues del Dvd que hice sobre la historia de la Scala, me pidieron este. Me informe que tipo de historia tenia y me quede impresionada de los jovenes artistas que empezaron aqui....Callas......Freni......Tebaldi........Gigli............
De ahi al Dvd pasaron unos meses y ya esta publicado.
De aqui puedo sacar esta gran conclusion: la autenticidad de los teatros de provincia para los artistas es fundamental. Ademas, es a traves de estos teatros que el publico continua la tradicion lirica. Porque recordemos, la opera en Italia, es sobretodo, POPULAR. Por eso, hay que acordarse de este publico que la mantiene viva en sus casas y corazones. Es el pueblo. Y ellos merecen que la opera se mantenga pura.
Creo que esto vale para España tambien.
Es en estos teatros donde un joven artista puede confrontarse con un publico integro y puro, y dificil. De aqui, luego se puede volar si nos aprueban!
Os dejo un articulo que ha salido hoy del Dvd
Domenica, 20 Marzo 2005
LA NOVITÀ
Teatro Sociale: un Dvd con cent'anni di storia dell'opera
(m.d.) È stato presentato nella prestigiosa Sala convegni della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo a Palazzo Cezza, il Dvd che il Comune di Rovigo, con il contributo anche di Costruzioni Dondi e Guerrato, ha voluto dedicare al Teatro Sociale, uno dei fiori all'occhiello della città, monumento "vivo" di ciò che è storia e cultura, passione ed arte.
Un omaggio nato da un percorso di festeggiamenti che hanno visto il 2004 fulcro vitale delle manifestazioni dedicate al centesimo anno dalla ricostruzione del teatro di Piazza Garibaldi dopo l'incendio del 1902 e che ora si concretizza anche con un video dal titolo "Storia dell'opera nel Teatro Sociale di Rovigo" della regista Maria Elena Mexia e di Lorenzo Arruga. Una sorta di viaggio di un giovane cantante (in questo caso Dario Giorgelè) che conosce il valore del palcoscenico rodigino, podio che nel passato ha visto debuttare nomi di straordinario valore o interpreti comunque alle prime apparizioni che poi diventarono stelle del firmamento del bel canto. Accanto i tecnici del teatro, Germano Ghirotto (capomacchinista) e Roberto Lunari (capoelettricista), che svelano gli arcani del "dietro le quinte" profumando gli aneddoti che ritornano a vivere, tolti gli orpelli della vecchia polvere che vorrebbe coprirne i fasti.
Questa e l'idea che la giovane regista ha voluto concretizzare corredandola poi con la vera e più interessante ricerca storica con una carellata di quindici "interpreti eterni" a cui si fa riferimento con foto ed incisioni relative al periodo del loro passaggio a Rovigo (Callas, Gigli, Pavarotti, etc...ma quasi nulla è strettamente rodigino per ovvia mancanza di vecchia documentazione), con l'inserimento di video che Otello Galasso ha registrato negli anni per la più recente documentazione d'archivio e con un capitolo di Storia del teatro, con informazioni che arrivano soprattutto dalla recente pubblicazione a cura di Sergio Garbato del volume sul Teatro.
«Ho accettato di eseguire questo Dvd - spiega Maria Elena Mexia - perchè l'unico modo per imparare veramente l'opera di questi tempi in Italia, è studiare e "vivere" i grandi del passato. Sono loro che ci insegnano: oggi è molto difficile fare "la gavetta", quella stessa che i grandi del secolo scorso hanno invece avuto modo di poter intraprendere proprio in teatri di provincia come quello di Rovigo. Quando sono salita sul vostro palcoscenico per seguire la regia di Der Jasager due anni fa, mi sono subito innamorata, ho sentito che c'era qualche cosa. Sono stata sedotta e ho ricordato che tutti i miei amici, registi, scenografi o cantanti, mi dicevano sempre di accettare subito un lavoro al Sociale di Rovigo, perchè è un teatro dove si debutta e che poi porta fortuna! Questo è ciò che un teatro di tradizione deve continuare a svolgere: un'opera di scoperta e di sostegno dei talenti».
Un'ora e mezza di notizie, immagini, foto e soprattutto registrazioni d'epoca che nella proiezione di venerdì (prima assoluta) non hanno mancato di interessare il pubblico e gli amanti del repertorio lirico.