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NotaPublicado: 26 Feb 2008 0:51 
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Segundo atril
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El idiota escribió:
_in Italia 640_ escribió:
a ver si yo y El Idiota tuvimos las mismas impresiones... :wink:


Si dices que Meli cantó maravillosamente, creo que no, no tuvimos las mismas impresiones... :lol:


Ey Idi... voy a poner algo sobre Meli, a ver si te enfadas... :mrgreen:

Trionfa l’Edgardo di Francesco Meli grazie ad un timbro dal fascino indiscutibile. Lo riascoltiamo per la prima volta dopo vari anni e rimaniamo decisamente ben impressionati dal livello di maturazione che l’interprete ha raggiunto. La vocalità sembra trovare la propria naturale collocazione in una dimensione lirica pura caratterizzata da una certa ricchezza di armonici, nonché da un’intrinseca luminosità. Questi elementi gli consentono di far emergere il personaggio in tutta la sua statura romantica ed idealistica. La voce sale sicura al registro acuto, apparentemente senza il minimo sforzo, producendo suoni corposi e ben proiettati, tanto da riempire la sala. Il controllo dell’emissione nella resa delle mezzevoci non è ancora ineccepibile. Nell’esecuzione del finale “Tu che a Dio spiegasti l’ali” notiamo un vago affaticamento ed una leggera perdita di smalto nella simulazione della voce di un morente, senza che ciò vada ad inficiare comunque il coinvolgimento emotivo di cui l’interpretazione è veicolo.

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NotaPublicado: 26 Feb 2008 1:36 
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Francesco Meli spalanca comme d'habitude le fauci e dà fiato alle trombe, dimostrando sicuramente un'apprezzabile volontà di arrivare vivo e possibilmente in voce alla fine della serata. Ma non è Edgardo, non può esserlo, con quei suoni gonfiati allo spasimo (stile rana che imita il bue), gli acuti aperti, raggiunti a prezzo di singhiozzi e appoggiature che fanno impallidire quelli praticati dalla Gruberova ultimo modello, l'assoluta assenza di nuances e colori (stante che a ogni tentativo di smorzatura la voce sbianca e va indietro). Insomma, un cattivo compare Turiddu. Anche qui il problema, con buona pace degli esagitati estimatori di questo potenziale tanto notevole quanto brado, è tecnico. Guardando il signor Meli che canta, non si vede nessuno dei movimenti che rappresentano quello che in gergo si chiama "il sostegno", si vede solo lo sforzo che richiede la tessitura tipica del romanticismo e che ha il suo punto centrale nella delicata zona del passaggio. Tenori assolutamente corti come Tito Schipa o Carlo Bergonzi (sulla cui verdianità l'attuale Edgardo ha espresso le sue perplessità in interviste non recentissime) hanno mantenuto il ruolo a lungo nel proprio repertorio. Non per fare i papà Germont della situazione, ma un simile canto a gola strozzata può durare solo finché natura regge e sostiene. Insomma Un di quando le veneri....... Insomma il sostegno, l'appoggio, la proiezione sono caratteristiche peculiari del rappresentante, e non del rappresentato, come abbiamo potuto facilmente verificare ieri sera in teatro.

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Neno
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A ver si por la tarde escribo la crònica...tengo una de corte humoristico titulada "el ataque de los senhores pequenhitos", pero a ver si la rehago y escribo algo màs serio...:rolling:


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NotaPublicado: 26 Feb 2008 13:35 
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El idiota escribió:
tengo una de corte humoristico titulada "el ataque de los senhores pequenhitos", pero a ver si la rehago y escribo algo màs serio...:rolling:

No se te ocurra, querenmos la original!
(Eres tú uno de los senhores pequenhitos? :P )


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NotaPublicado: 26 Feb 2008 13:42 
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Segundo atril
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Gino escribió:
Francesco Meli spalanca comme d'habitude le fauci e dà fiato alle trombe, dimostrando sicuramente un'apprezzabile volontà di arrivare vivo e possibilmente in voce alla fine della serata. Ma non è Edgardo, non può esserlo, con quei suoni gonfiati allo spasimo (stile rana che imita il bue), gli acuti aperti, raggiunti a prezzo di singhiozzi e appoggiature che fanno impallidire quelli praticati dalla Gruberova ultimo modello, l'assoluta assenza di nuances e colori (stante che a ogni tentativo di smorzatura la voce sbianca e va indietro). Insomma, un cattivo compare Turiddu. Anche qui il problema, con buona pace degli esagitati estimatori di questo potenziale tanto notevole quanto brado, è tecnico. Guardando il signor Meli che canta, non si vede nessuno dei movimenti che rappresentano quello che in gergo si chiama "il sostegno", si vede solo lo sforzo che richiede la tessitura tipica del romanticismo e che ha il suo punto centrale nella delicata zona del passaggio. Tenori assolutamente corti come Tito Schipa o Carlo Bergonzi (sulla cui verdianità l'attuale Edgardo ha espresso le sue perplessità in interviste non recentissime) hanno mantenuto il ruolo a lungo nel proprio repertorio. Non per fare i papà Germont della situazione, ma un simile canto a gola strozzata può durare solo finché natura regge e sostiene. Insomma Un di quando le veneri....... Insomma il sostegno, l'appoggio, la proiezione sono caratteristiche peculiari del rappresentante, e non del rappresentato, come abbiamo potuto facilmente verificare ieri sera in teatro.


Dios mio... NO POR FAVOR! GRISI està tambien aqui?! ](*,) ](*,) ](*,)

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NotaPublicado: 26 Feb 2008 14:11 
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Werther escribió:
El idiota escribió:
tengo una de corte humoristico titulada "el ataque de los senhores pequenhitos", pero a ver si la rehago y escribo algo màs serio...:rolling:

No se te ocurra, querenmos la original!


+1 :wink:


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NotaPublicado: 26 Feb 2008 18:36 
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Theatrum Psychotechnicum
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_in Italia 640_ escribió:

Dios mio... NO POR FAVOR! GRISI està tambien aqui?! ](*,) ](*,) ](*,)


aqui todo lo que sea italiano es de categoria.... no se ditingue todavia lo que vale y no.

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Desde luego, las crónicas de ese blog pueden pasarse de cañeras y repelentes, pero van mucho más lejos del típico "Pepito cantó bonito y con sentimiento y Fulanita no me gustó nada". Lo que pasa es que ahora al que hila fino se le mira mal.

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NotaPublicado: 26 Feb 2008 19:18 
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Segundo atril
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Vale... pero hay gente y gente. He conocido Grisi y Donzelli en otro foro (donde los hemos llamado D&G ---> "Dolce e Gabbana" o "Docce e Gabinetti", como quiereis :mrgreen: ), se creen los maximos cultores del canto en el mundo, son muy antipaticos, hablan mal de todos siempre y de todos modos, mitizan los cantantes antiguos como Malibran, Pasta, Tamburini, David etc. obviamente sin nunca haberlos oido, y estan enamorados de algunos raros como Dupuy o Suliotis...

BAH... :roll:

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NotaPublicado: 26 Feb 2008 21:43 
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Bueno, al final sigo sin encontrar tiempo para hacer una crónica más detallada, así que haré una breve:

LUCIA ALLA BOLOGNESA

Empecemos por el final: el público enloqueció con Rancatore y Meli y abucheó sin piedad al regista y al escenógrafo. Y yo creo que ni en uno ni en otro caso fue un juicio justo.

Empecemos por la escenografía: era una tontería, desde luego, pero tampoco como para abuchear. El escenario, vacío y cubierto por unas planchas metálicas. Asegún la escena, emergían uno, dos o tres cubos metálicos. Basta. O sea, al menos no estorbaba (lo cual no es poco decir) y he de decir que el juego de luces contra los materiales metálicos ofrecían unos reflejos bastante hermosos. En resumen, ni molestaba ni aportaba. Así que un discreto silencio hubiese sido más justo.

Lo que sí que me cabreó fue el vestuario...vamos a ver...por qué demonios últimamente muchos registas visten a todos los personajes con traje, corbata y gabardina??? :evil: ...ya he visto de todo con gabardina, a Wotan, a la Butterfly, a Lucrezia Borgia y ahora a Lucia... :roll: . Aquí sí que daba para abuchear...

Y lo que debería haber sido aplaudido (según creo) y en cambio fue abucheado, fue la regia stricto sensu, es decir, las indicaciones de movimientos escénicos etc. Lo digo porque fue excelente. Menos en el caso de Meli, que es un tronco que ni robocop lo supera en inexpresividad, el resto de cantantes lograban encarnar muy bien sus personajes o, incluso, mejorar sus prestaciones (véase infra).

Pero basta de hablar de la escena y pasemos a los cantantes:

D. Rancatore...bien...tenía yo mis dudas sobre ella y por fin las resolví. Es una soprano que lleva en sí misma dos sopranos. O, por hacer un poco de comedia, lleva encerrada en ella una señora chiquitita que de vez en cuando canta por ella.
Rancatore fuerza en los graves, tiene un centro no particularmente bello, pero, en conjunto, tiene una voz bastante interesante, sobre todo en la zona aguda y sobreaguda, que aborda con facilidad y en la que logra unos sonidos hasta squillantes.
Su problema, a mi modo de ver, es que, de vez en cuando, asoma por su garganta Gracita Morales...:rolling:...quiero decir, parece como si llevase una señora chillona dentro que saliese a pasear en el momento más inesperado. Hubo un par de frases en concreto que parecieron cantadas, directamente, por otra persona, como si estuviese siendo manipulada por una ventrílocua... :lol: .
Pero bueno, en resumen, la Rancatore estuvo más que correcta en todo momento y alcanzó su momento de esplendor (cómo no) en la locura, que resolvió con facilidad e, incluso, con cierta fantasía en las variaciones. Pongámosle un notable (sobre todo, teniendo en cuenta que mi anterior Lucia había sido la Cantarero). A Gracita le pongo un 9, porque no es poco mérito hacerme reír en una Lucía... :lol:

Ffffffffrancesco Meli...vamos a ver...alguien puede explicarme cómo puede ser braveada una interpretación como la que hizo el sábado de Edgardo? Nos hemos vuelto todos locos o qué? De voz no anda mal en el centro, no. Tiene volumen, es bastante bonita (sin volvernos locos)...en fin, que el chaval tiene materia prima.

Pero, claro, tiene pequeñísimos problemas que le impiden ser un buen tenor:

-No tiene ni la más remota idea, pero ni la más remota, de fraseo. Me parece escandaloso que se pueda bravear una interpretación del aria en la que:

a) De principio a fin, todo fue en forte. Un timidísimo intento de piano casi se le atraganta y se lo come el señor pequeñito que, a su vez, también lleva dentro (como diré a continuación). Pero timidísimo, eh? Que Meli es muy tenor y no se anda con esas historias.
b) No hubo ni la más mínima intención expresiva. Vamos, que en vez de lamentar su destino parecía que estaba cantando cualquier otra cosa. Triste? alegre? quién sabe con esa nulidad expresiva! :roll:

-No tiene ni la más remota idea, pero ni la más remota, de bel canto. Si hay algo que me cabrea es interpretar bel canto y, de repente, meter un golpe de glotis... :evil:. Si al hecho de cantar todo fffffffffff le unimos que este hombre no ha oido hablar de sfumature, abellimenti, regulaciones dinámicas etc en su vida (o sí, pero no es capaz de hacerlo), la imposibilidad de cantar Donizetti es TOTAL (pero es que ni para Turiddu vale, porque con esa inexpresividad...).

-Los agudos...que un agudo suene fffffffffffffffff no lo hace un buen agudo. Un agudo que es mate, que no squilla, que no corre, que se va para atrás (huyendo, no me extraña), no es un buen agudo, es un berrido.

Y ahora vamos al momento más curioso de la función: en la partitura consta un Mib sobreagudo para tenor y soprano en el dúo del Acto I. Pues bien, llega el momento y ambos se van al sobreagudo con desigual éxito. Gracita Morales resiste el envite, pero Meli parece que se la ha pillado con la cremallera y emite un sonido inclasificable (ni me atrevo a aventurar si fue un do, un re, un mib...). Ese segundo de yahoranosvamosalsobreagudoporquesomosmuyfilologicosyrespetuososconlapartitura fue bastante curioso, sobre todo porque parecía que el ventrílocuo de Rancatore había tomado también posesión de Meli.

En resumen...Fffffffrancesco Meli es una buena voz pero un cantante MUY mediocre. Suspenso clarísimo.

-Enrico lo cantó Giorgio Caoduro, a quien no conocía de nada. Desde arriba tenía poco aspecto de barítono: muy delgadito, con las orejas muy grandes (desde el loggione llamaban la atención, desde platea ya no quiero ni imaginármelo...a lo mejor a eso venían los cubos de la escena :lol:) tenía todo el aspecto de ir a cantar Arturo.
Además, su voz de barítono (?) es corta arriba y abajo. Así que se esforzaba en los graves y ladraba en los agudos. Eso sí, tiene bastante capacidad para las agilidades, así que las daba todas en ese sentido. Algo es algo.
Pero he aquí que la regia viene a redimirlo, porque lo convirtió, para mí, en el protagonista ESCÉNICO de la obra.

Desde el principio, Enrico se nos presenta como alguien muy inestable. En la primera escena, incluso llega a sollozar en el hombro de Raimondo (Nicola Ullivieri...por cierto, este tipo no era barítono hace nada??). En todo momento, sus movimientos son caóticos, tímidos, miradas al suelo, temblores en las manos...una persona absolutamente superada por las circunstancias, abrumado. Y esa visión del personaje, yo, francamente, nunca me la había planteado. Y funcionaba...vaya si funcionaba! Su frase: "È il mio sangue, l'ho tradito" del sexteto lograba emocionar y sus lágrimas en la escena de la locura eran enternecedoras.
Esta humanización de Enrico ayudó mucho a Caoduro, quien fue mejorando a lo largo de la función y, sin dejar de ser un cantante del montón, por lo menos logró mitigar sus carencias a través de una excelente actuación escénica.

Finalmente, lo mejor de la función, SIN DUDA, Antonello Allemandi al frente de la orquesta....maravillosa lectura orquestal, llena de detalles, de fuerza (menos en el sexteto, en el que eché de menos más garra), de saber llevar las voces, de colorido orquestal. Una gratísima sorpresa.

En resumen, a pesar de que la Lucía tampoco es que me vuelva loco, fue una función agradable, con los puntos fuertes de la dirección y de Rancatore y los puntos menos fuertes de la mediocridad (cada uno en su estilo) de Caoduro y Melli.

De todos modos, como vivo literalmente al lado del teatro, posiblemente me vea otra función del primer reparto, para contrastar opiniones.

Corto y cierro... :wink:


Última edición por El idiota el 26 Feb 2008 21:57, editado 1 vez en total

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NotaPublicado: 26 Feb 2008 21:52 
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Mister Foro 2010
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El idiota escribió:
Bueno, al final sigo sin encontrar tiempo para hacer una crónica más detallada, así que haré una breve:

:rolling:
robocop, Gracita Morales, agudos fugitivos, barítono de grandes orejas... impresionante crónica. :lol:


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NotaPublicado: 27 Feb 2008 0:09 
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IDI, te queremos :D


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NotaPublicado: 27 Feb 2008 0:12 
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Gerardo Rosvaenge escribió:
robocop, Gracita Morales, agudos fugitivos, barítono de grandes orejas... impresionante crónica. :lol:


+1 :D


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NotaPublicado: 27 Feb 2008 8:13 
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+ 1
Idiiii, hijo qué gracia tienes :lol:


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NotaPublicado: 27 Feb 2008 17:40 
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¡Genial! :lol:

No volviste a ver al señor de la cola, lástima.... :wink:


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